Dimmi dove vai e ti dirò chi sei – pt.2

Ed eccoci qui, benvenuta Estate… e benvenuto anche a te, caro turista ansioso che non ha ancora prenotato le sue vacanze e ogni giorno verifica su Sky Scanner se i voli che sta monitorando da 3 mesi a questa parte sono scesi di 2 euro. Ma prima di prenotare, arrivato a questo punto, tanto vale attendere ancora e studiare il nemico… il turista che incontrerai al tuo fianco tra qualche mese. Eccone nuove pericolose tipologie che si delineano nitide in questa estate 2016.

Il turista giocherellone: E’ una delle categorie che con più facilità rovinerà le tue vacanze, perché di solito la sua voglia di fare il simpatico non coincide con  l’opinione che ti sei fatto di lui.

E’ quello che gioca a cinque si schiaccia al mare quando tu stai entrando in acqua, cercando lentamente di ambientarti ad una temperatura  che non ti appartiene; è quello che allieta le tavolate con aneddoti di dubbio gusto ad un volume tale che pensi possa essere stato microfonato all’ingresso; è quello che nel corso dei tour guidati cerca di interrompere la guida per fare battute che facciano ridere il gruppo e solitamente – nella sua forma più pericolosa – cerca doppi sensi in tutto ciò che viene pronunciato. Rischio elevato di trovarlo ovunque, perché tendenzialmente si aggrega, non organizza direttamente, quindi identificarlo diventa quasi impossibile.

Il turista che paragona tutto alla propria casa: Fosse per lui non ci sarebbe alcun motivo di andare in vacanza a spendere soldi, ma perché farlo d’altronde se tutto ciò che desideri è già alla tua portata.

E’ facile che questa tipologia di turista viva ancora a casa dei suoi genitori; infatti la vera colpa del suo modo di essere non è tanto sua quanto di sua madre, che non gli ha ancora tirato un cazzotto intimandogli di trovarsi un appartamento suo in tempi rapidi.

Arrivato in albergo, lamenta un ambiente freddo e poco accogliente al contrario di casa della mamma, il cuscino non è mai in piuma d’oca a differenza di quello compratogli dalla mamma, la cucina locale non compete mai con quella della mamma, e a poco vale il fatto che abbia ordinato una parmigiana in Svezia… e che se avesse ordinato a sua madre uno spezzatino di renna avrebbe messo in difficoltà anche lei.

Guarda ogni città spaesato e stanco, perché ha un po’ nostalgia di casa; già dal secondo giorno inizia a dire “che voglia del ragù di mamma, questi caproni (qualunque popolo sia) non sanno neanche cos’è la cucina.” Dalla nostalgia si passa quindi all’ira e alla rabbia… finchè finalmente arriva il giorno del rientro e sua mamma, informata dalla Farnesina, lo attende per abbracciarlo ai piedi dell’aereo, con una bella parmigiana fumante tutta per lui. Rischio elevato di trovarlo ovunque, ahimè!
Il turista xenofobo: Lo riconosci subito, perché la prima cosa che gli balza agli occhi, nel luogo che ha la sfortuna di ospitarlo in vacanza, è il numero di immigrati che lo circonda.

Da lì parte il pippone leghista sul fatto che questi immigrati ormai sono ovunque, ma poiché lo dice in ogni luogo, è fortemente possibile che l’immigrato girovago possa pensare “e che cazzo, ma pure questo sta dappertutto, cribbio.” (Immigrato di seconda generazione, parla con slang del posto, in un italiano migliore del mio).

Ogni monumento che visita viene subito paragonato ad un più celebre simbolo italiano, dal cui improprio paragone derivano frasi tipo “e voi mi fate venire all’estero per dare soldi a questi, quando a casa mia ho il Colosseo (o chi per lui) che costa 4 volte di meno”.

Rappresenta la forma più bassa di turista, perchè almeno il giocherellone qualcuno lo può ritenere simpatico, quello che paragona tutto alla propria casa è simpatico a sua madre, ma questo sinceramente sta un po’ sulle balle a tutti.
Il turista da pozzanghere e ostelli: Allora, abbiamo avuto tutti un’età in cui non importava dove si andasse e in che modo, purchè si andasse. Abbiamo fatto le cose più assurde, passato le notti nei parchi, nei peggiori bar di Caracas, in campeggi ai limiti della legalità, ma ne siamo usciti vivi… perché avevamo un’età e tutto sembrava ancora possibile. Il problema qual è? Che mentre in media i gruppi di questo tipo si sono evoluti e hanno cambiato tipologia di viaggio, c’è sempre uno del gruppo che continua a proporre “il viaggio young”, incurante del fatto che tutto sto spirito di avventura purtroppo si è perso.

“Raga, bagno in comune?”.

Ma sei cretino? Non hai visto come ci siamo ridotti? Ci portiamo dietro uno con il Vetril che va a fare le pulci agli hotel 3 stelle “a volte un po’ carenti a livello igienico” e tu proponi il bagno in comune? Allora sei scemo.

Di solito questa tipologia di turista non ha bisogno di alcun servizio, amante dell’autostop, dei campeggi putridi, dell’assenza di bagni, gioisce quando è all’estero solo perché non c’è il bidet, noto amico dell’igiene.

E’ l’unico a voler prenotare ancora le camerate…quando il resto del gruppo vorrebbe una singola pur andando in viaggio con la propria “dolce” metà. Risponde alle proposte di cucina locale con  pranzi e cena da Mc Donald’s e Burger King e viene solitamente guardato con disprezzo da tutti gli altri del gruppo  che nel corso della vacanza fanno comunella e sentenziano: “mai più con questo.”

Caro turista da pozzanghere e ostelli, rassegnati, è finita quell’età… ormai siamo più da Jacuzzi in camera che da bagno al civico di fianco.
Anche per oggi abbiamo terminato, ma manca ancora la disamina dei turisti più temibili, quindi restate nei paraggi… e nel frattempo prenotate le vacanze solo con persone di cui siete estremamente sicuri! Raga, navetta per il bagno?!

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