Dimmi dove vai e ti dirò chi sei – pt. 1

Ed eccomi qua… ho fatto come quelli che escono per andare a comprare le sigarette e poi non tornano più. Un anno fa abbandonavo in autostrada questo blog, ma oggi – con più maturità e senso di responsabilità – ho deciso di tornare al casello e farlo risalire a bordo. Applausi all’Atterraggio è pronto a riprendere quota con tanti complimenti al capitano, prometto più costanza e tanto tanto cinismo gratuito nei confronti dell’Italiano in viaggio.

Dopo tanto tempo, però, vorrei ripartire da qualcosa di semplice: penso sia essenziale sapere con chi andremo a condividere la spiaggia tra qualche mese, quindi – come fosse un servizio sociale – nelle prossime settimane esamineremo insieme le tipologie di turista che potremo incontrare, le mete in cui localizzarlo e soprattutto i modi per eluderlo.

Il turista di massa – il Salento

Il turista di massa va immaginato con in mente una mappa del mondo su cui compaiono 4 o 5 mete in croce. In Europa si tratta di Barcellona, Londra e Parigi. In Italia ormai quasi esclusivamente una: il Salento.

Devo fare un mea culpa: sono anni che decanto le bellezze della mia patria, la Puglia, e parlo a tutti di mare cristallino, di cibo di una bontà fuori dal comune, di gente accogliente e di rara generosità. E così fanno quasi tutti i Pugliesi. Quando, però, sono andato a prenotare un weekend per tornare a casa e ho visto che gli aerei costavano 400 euro mi sono reso conto dell’enorme cazzata commessa.

C’è stato uno specifico momento in cui ho compreso la gravità della cosa: è stato quando ho visto in giro per Otranto i Giapponesi con le macchine fotografiche, che è un po’ come quando ti ricordi di aver lasciato del cibo fuori dal frigo e lo ritrovi invaso dalle formiche (sembra un paragone xenofobo, ma è solo per dire che ormai è la fine ed è difficile tornare indietro).

Tutti ormai si riempiono la bocca della parola Puglia e ancora di più della parola “Salento”. Tutti vogliono andare in Salento anche se parte di questi non sa neanche dove sia esattamente collocato, fa niente… ci vogliono andare lo stesso. Di solito molti mi chiedono speranzosi “Tu vieni dal Salento?”, ed io rispondo “No, sono di Taranto”. E lì vedi le loro facce di compatimento che mi immaginano immerso tra i fumi del siderurgico e spiagge nere.

Senza perdere il filo, meta top dell’estate 2016 come quella 2015 e 2014 è il Salento… tutta Milano fa le valigie e si ritrova a Gallipoli, dove combatterà per un granello di sabbia condiviso, stipato come una sardina su quella spiaggia invasa da milanesi imbruttiti e pronto a grandi serate discotecare “unz unz” o finto tradizionali a misura di turista.

Ma dato che ne va del mio benessere psico fisico, perchè io non posso pagare 400 euro un volo per tornare a casa, spero vivamente che presto o tardi il turista di massa decida di ritrovarsi in un luogo differente, che so… il Molise o il Lussemburgo… datemi la mail di chi detta queste mode del cazzo, così propongo le nuove mete TOP del 2017.

Il turista sballone – Ibiza, Formentera, Mykonos & co.

Fino a qualche anno fa il turista sballone andava ad Amsterdam, dove si riduceva “a pezza” tra canne e droghe varie e importunava quanti volevano realmente visitare la città. Ma la meta pone una problematica non di poco conto: si tratta di una città d’arte, che pullula di musei e palazzi di interesse storico. Qual è il problema? E’ che nel gruppo di sballoni c’è sempre uno un po’ meno sballone che una mattina – come se stesse per proporre il nuovo sballo del momento – ti propone di andare a visitare la casa di Anna Frank. E a quel punto che fai? La figura dell’ignorante?  Eh no, andiamo da tale Anna Frank.

Quindi onde evitare questi spiacevoli inconvenienti culturali ormai il turista sballone ha scelto delle mete in cui – non c’è pericolo – non c’è cultura manco a pagarla oro: si tratta principalmente di isole in cui pur volendo non ci sarebbe spazio per i musei, ma solo per discoteche, locali vip e tutta la movida possibile. Ibiza, Formentera, Mykonos… sono solo tre esempi di luoghi di sicura bellezza naturalistica ma ormai presi di mira da questa tipologia di turista, solitamente tra i 14 e i 18 anni, ma spesso ahimè anche ben più maturo, capace di rovinare le vacanze a chiunque altro capiti sul suo stesso percorso, magari desideroso di andare un po’ a mare e basta.

Coretti da stadio, alcool come piovesse dal cielo, motorini come nei quartieri spagnoli di Napoli, sguardi languidi alla Beautiful… questo e molto altro ancora per il giovane sballone e, ahimè, anche per il turista ignaro che ci finirà in mezzo. Però anche tu, turista ignaro, scegli una spiaggetta della Calabria se vuoi stare per i fatti tuoi, non buttarti nel girone infernale dei bimbominkia, poi non è che puoi lamentarti.

Il turista vecchio dentro – la Montagna

Anche se la superficie del globo terreste appare decisamente ampia, chissà perché una diffusa specie di italiano medio ha due o tre luoghi di riferimento dove andare in vacanza ogni anno e lì vuole tornare, a vita…  così fa quell’amico rassicurante che tutti abbiamo, lo stesso che alla domanda  “cosa fai quest’estate” ti risponde “io vado in Montagna”, come fosse un luogo ben rintracciabile geograficamente.

Di solito mentre lo dice, il turista vecchio dentro, accompagna le sue parole ad uno sguardo serafico e socchiude gli occhi, perché forse al pensiero gli sta già venendo un po’ di sonnolenza. Il fatto è che dopo un po’ di “ah dai, idea carina”, “ah anche quest’anno” o “che culo, hai trovato posto!”, qualcuno inizia a schernirlo giocosamente con frasi tipo “la morte dentro” o “tutta vita eh?!”. Lo stesso si risente e inizia ad elencare i pregi di questa famosa Montagna: “sai, dopo un anno di stress io preferisco un po’ di tranquillità, a contatto con la natura, una settimana lì e ti senti rinato”.

Tendenzialmente dopo i primi giorni di pace e relax, il rischio è quello di trovarlo a gridare “Wendyyyy” tra i boschi, però lui continua incurante a pensare che la montagna lo tranquillizzi. Il problema nel caso sarà di Wendy.

Il turista vecchio dentro rifugge sia dal turista di massa che dal turista sballone… li disprezza entrambi ma è sicuro del fatto che più salirà di quota e meno dovrà averci a che fare, anche se il preoccupante fenomeno degli “chalet di montagna da 4 persone, colonizzati da 30/40 ragazzini ubriachi” lo sta tormentando giorno e notte.

Per oggi ci fermiamo qui, ma tenetevi pronti: nelle prossime puntate “il turista inconsapevole”, “il turista che paragona ogni luogo a casa propria”, “il turista xenofobo”, “il turista da ostelli e pozzanghere” e non solo ci terranno compagnia… stay tuned!

 

 

Annunci

7 pensieri su “Dimmi dove vai e ti dirò chi sei – pt. 1

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...