Un Italiano a… Eurovision 2015 (AIMO!)

Spieghiamolo per chi avesse poca dimestichezza con la materia partendo dalle basi: cos’è l’Eurovision Song Contest? Si tratta di un Giochi senza Frontiere della musica, in cui quasi tutti i paesi europei si sfidano presentando il proprio cantante più truzzo e competono gli uni contro gli altri per dimostrare che quello del proprio paese non ha rivali ed è proprio il più grezzo d’Europa. Si tratta di uno show in cui il trash scorre a fiumi IMG_20150523_131247in modo magnetico e l’edizione 2015, leggermente più sobria delle precedenti se dobbiamo dirla tutta, si è appena conclusa sancendo il successo della Svezia (come spesso accade) ed un apprezzabile terzo posto per l’Italia. Quest’anno la nostra simpatica penisola aveva giocato carte davvero pesanti schierando “Il Volo”, il trio più amato dopo Qui Quo Qua e i Ricchi e Poveri. Una scelta che ha fatto sperare tanti di noi, che hanno iniziato a convincersi che l’Italia aveva grandi chance di ospitare la manifestazione in casa il prossimo anno; perché chi vince poi si becca anche questo cetriolone, organizzare la manifestazione l’anno dopo… che è un concetto affine a quello dei compleanni settentrionali, ossia si va a cena fuori, ognuno paga per sé e bisogna fare anche il regalo. Ma, ahimè, la mafia geopolitica uccide solo d’estate e all’Eurovision, infatti ogni paese regala i propri voti agli stati con cui confina o per i quali prova un certo feeling e poi, per sicurezza, tutti votano la Russia per paura di essere bombardati.

Fatta questa doverosa premessa, ieri ho avuto la fortuna di poter immergermi in questo meraviglioso mondo, arrivando nella sempre splendida Vienna, assistendo alle ultime prove generali e tifando in modo selvaggio la sera nella piazza del Rathaus. Andando con ordine, la gente non sta bene e lo dico con affetto e ammirazione… orde di persone mascherate hanno iniziato a gremire la location sin dalle 11 di mattina, il carnevale non è che una festa per dilettanti a confronto… ho visto australiani travestiti da canguri, inglesi con completi tempestati di bandiere UK, svedesi negli abiti di Pippi Calzelunghe e non solo. IMG_20150523_114312Per far capire ai presenti il tenore della manifestazione, il pubblico si è dovuto riscaldare con i più grandi successi dell’Eurovision dagli anni ’70 ad oggi, abbiamo gridato a squarciagola su “nel blu dipinto di blu” anche se la vera ovazione è arrivata su “Waterloo” degli Abba. Ma non voglio fare una monotona telecronaca, dico solo che è stata una giornata incredibile, in cui mi sono reso realmente conto del valore che ha questa manifestazione all’estero. Gente da tutta Europa a tifare in modo sfegatato per un evento non sportivo? Cioè riusciamo a concepire un’idea del genere in Italia? Io no, purtroppo!

Le stesse sensazioni sono state anche accentuate la sera in piazza dove tutti i poveracci, che non avevano trovato i biglietti per la finale o non potevano permetterseli, si ritrovavano lì carichi di entusiasmo ma soprattutto bandiere. La Romania e la Georgia avevano una quantità di bandiere da fare paura, ad Israele avranno amputato il braccio oggi dato che non ha smesso di sventolare dalle 20 alle 2 di notte, alla mia sinistra ovviamente, l’Armenia ne aveva 4 o 5 ben piazzate proprio davanti ai mega schermi, un po’ come le bandiere dei quattro mori al primo maggio. Ma ci sono state delle nazioni che più di altre mi hanno colpito per il loro ardore:

  1. Slovenia. Ce li avevamo di fianco, erano caricati a molla. Bastava sentissero pronunciare le sillabe “SLO” per iniziare IMG_20150523_202626a combinare un bordello difficilmente descrivibile. Sono arrivati in massa con adulti di un certo peso a cavalcioni su altri, avanzando con bandiere sventolanti, sembrava una scena tratta da Les Miserables solo che al posto di “One More Day, One day More” questi gridavano “when you’re down down low” ed erano alcolizzati. Forse lo erano anche i Miserabili, ma di questi sono sicuro.
  2. Albania. Gli amici albanesi hanno combinato un casino indescrivibile. Se gli sloveni erano ubriachi, gli albanesi erano “alle pezze”. Simpatica l’invasione di palco per sventolare SUL mega schermo le proprie bandiere, è dovuta arrivare la security per farli scendere e cercare di sedare la rivolta. Più che Les Miserables, questa sembrava una libera interpretazione di “La libertà che guida il popolo”, ma in questo caso a guidarli era la birra.
  3. Serbia. La cantante serba era una delle più amate dal pubblico in assoluto, boati e ovazioni le sono stati attribuiti sia durante le prove che in piazza. Peccato dietro di me avessi una fan Serba che davvero avrei voluto abbattere. Cantava a squarciagola e non era sicuramente un usignolo, ma soprattutto ha passato la sera a gridare “AIMO. AIMO SERBIA”, “AIMO AIMO”, “AIMO MONTENEGRO, AIMO SERBIA. AIMO”. Aimo. Per 5 ore ininterrotte. Ora io non so esattamente cosa significhi ma per quanto mi riguarda è il nuovo tormentone e un po’ voglio pensare significhi fanculo per dedicarle un sentitissimo “AIMO fan della Serbia”… anche se temo si tratti di un più comune “forza”. Pubblico un estratto dell’accoglienza della Serbia in piazza, si sente anche lei che grida Aimo:

Devo dire che l’atmosfera respirata nel corso della giornata di ieri è stata unica ed anche se l’Italia non ha vinto (pur essendo stata davvero apprezzata con applausi a scena aperta anche in loco), si è trattato davvero di una IMG_20150523_204103festa piena di suoni, colori, euforia priva di senso. Aimo Eurovision. Nei locali le persone non parlavano d’altro, una cameriera nel pomeriggio aveva vaticinato la vittoria svedese ma noi l’avevamo sottovalutata, dandole la credibilità di solito riconosciuta ad Othelma, ed invece aveva ragione. I paesi scandinavi secondo me qualche magheggio lo fanno, si passano il titolo come si trattasse di palleggi tra Mila Hazuki e Nami Ayase, mentre l’Italia vuole vincere giocando con la Yoghina. Spero un giorno l’Eurovision possa davvero arrivare in Italia e non tanto per parteciparvi, quanto per cercare di far capire all’Italiano che si può fare squadra anche senza parlare di calcio e che, a volte, il trash unisce più di una palla. Aimo Svezia, ci vediamo nel 2016!

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10 pensieri su “Un Italiano a… Eurovision 2015 (AIMO!)

  1. L’altra sera sono capitato per sbaglio su un canale che la trasmetteva… il concetto di Europa molto allargato mi ha fatto definitivamente riflettere di non essere più al passo con i tempi… devo aggiornare l’atlante, rimasto a prima della caduta del muro. Ma dove caspita sta l’Azerbaijan? Quando ha cantato la portoghese, ho pianto. Almeno una volta c’era un motivo, cantavano il fado. Ma il rock portoghese, non si può sentire. Aimo Iva Zanicchi!

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    1. Eh sì, l’Azerbaijan tra l’altro è molto forte, qualche anno fa infatti ha vinto e ha organizzato a Baku un’edizione iper sontuosa. Il concetto di Europa allargata fa ancora più riflettere se pensi che in gara c’era l’Australia! 😀 Non posso che condividere su Aimo Iva Zanicchi (100, 100, 100!)

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  2. Che post carino,veramente divertente! Io la finale l’ho seguita… Si, ma in tv! 😛 Pensavo citassi Conchita che è arrivata appesa ad un filo, che MADRINA :p AHAHAHAHHAHAHAHA comunque dai, dopo il 25esimo posto di Emma Marrone, ci è andata bene quest’anno! XD

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    1. Grazie Giusy, hai ragione…mi sono scordato di Conchita, l’entrata trionfale in volo è stata uno spettacolo!!! Quest’anno il terzo posto del Volo è stato oro in confronto all’anno scorso, per il prox anno propongo Albano e Romina con una nuova hit per raggiungere la vetta! 😛

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